Che cos’è il vetro cellulare?

Il vetro cellulare espanso è prodotto in parte con vetro riciclato (circa il 65%) e in parte con materie prime naturali, tra cui feldspato, manganese, ossido di ferro, carbonato di sodio, solfato di sodio e nitrato di sodio, a cui si aggiunge una piccola percentuale (0,5%) di nerofumo (polvere di carbone), senza alcuna compromissione chimica.

Brevettato nel 1933, viene prodotto fin dal 1937 e lanciato nel mercato dei prodotti edili e industriali nel 1942 negli Stati Uniti, approda in Europa a metà degli anni ’50, ma giunge in Italia soltanto molto tempo più tardi.  Viene prodotto in vari formati e consistenze diverse: per la produzione di lastre compatte si adotta riciclato dei vetri di finestre, schermi televisivi e parabrezza di auto, epurati delle componenti di resina, mentre per la produzione della ghiaia sciolta di vetro cellullare si adotta principalmente riciclato delle bottiglie. Studi e ricerche, oltre che l’esperienza di innumerevoli applicazioni effettuate nell’arco di 70 anni, hanno appurato che il vetro cellulare mantiene le proprie caratteristiche e, di conseguenza i propri vantaggi stabili nel tempo, durando quanto l’età dell’edificio, e oltre.