La corretta esecuzione del vespaio aerato

Oggi la soluzione più adottata per isolare l’abitazione dal suolo e dai problemi di risalita dell’umidità è costituita dal vespaio ventilato, con cui si forma una netta separazione tra terreno e pavimento dell’abitazione. La stratigrafia comune è composta in sequenza di 7 materiali: guaina di impermeabilizzazione, casseri a perdere in ABS a forma di cupola, rete metallica di armatura, gettata in calcestruzzo, (che forma una soletta e pilastrini nei vuoti tra una cupola e l’altra), isolamento termico, barriera al vapore e/o telo antiRadon. Lo spazio vuoto infine viene aerato con un certo numero di bocchette contrapposte, collocate sulle pareti dell’edificio. In alternativa, dove non vi è gas Radon, si  riempie lo strato sottostante il pavimento con materiale inerte, separato dal suolo.

Ma mentre la soluzione del vespaio aerato è entrata “tradizionalmente” nella pratica comune delle costruzioni italiane, (Bolzano esclusa), diventando il metodo costruttivo normato dai regolamenti edilizi regionali e comunali, nel resto d’Europa si adottano altre soluzioni meno complesse e meno costose.

Costruire un vespaio aerato, però è una operazione che deve rispettare regole ben precise:

  • Il vuoto aerante per funzionare non deve essere meno di cm. 30 di altezza. Nel Regolamento edilizio del Comune di Milano sono prescritti cm. 50, ridotti a   cm.25 se con una aerazione di 1/50 con griglie orizzontali e a 1/100 con griglie verticali.
  • Le bocchette di aerazione collocate nella direzione dei venti, Nord-Sud, con ingresso più basso dell’uscita, per determinare l’effetto camino.
  • La quantità delle aerazioni deve rispettare 1/100 della superficie del vespaio. Nell’ipotesi di coprire l’aerazione di una superficie di mq 100, occorrerà posizionare circa 88 bocchette di aerazione del diametro di cm.12 cadauna.
  • Impermeabilizzazione, della base di appoggio dei cupolini, per evitare eccessi di risalita capillare o modifiche di risalita di acqua di falda.